Cosa fare se si hanno sintomi influenzali
La malattia, nella maggior parte dei casi, ha un decorso benigno e il riposo, l’assunzione di liquidi (non contenenti alcol) e il trattamento dei sintomi sono sufficienti per la completa guarigione. Se i sintomi persistono o si aggravano è consigliabile contattare il proprio Medico di Base o il pediatra, evitando sempre l’auto-prescrizione di farmaci. Nel caso in cui il malato rientri tra le categorie a rischio per lo sviluppo di complicanze, è raccomandato il ricorso immediato al Medico di Base o al Pediatra, che rappresenta il primo passo per decidere l’adozione di una terapia specifica e per valutare il livello di assistenza necessario.
Fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze
- Malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO
- gravi malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite;
- diabete mellito ed altre malattie metaboliche;
- gravi epatopatie e cirrosi epatica;
- malattie renali con insufficienza renale;
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
- neoplasie;
- malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;
- immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
- malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
- patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad es.malattie neuromuscolari;
- obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti;
- condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per
- controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.
Finché non si è ottenuta la completa guarigione (un adulto rimane contagioso fino a 7 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, un bambino più a lungo) è molto importante adottare comportamenti volti a ridurre la diffusione della malattia all’esterno e all’interno del nucleo familiare. I malati devono responsabilmente restare a casa (il ritorno in comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore, dalla scomparsa della febbre), limitare i contatti anche con i propri familiari e rispettare le comuni norme igieniche.
Le regole per accudire un malato in casa
Cosa deve fare il malato?
- Non spostarsi dal proprio domicilio
- Limitare la propria presenza in una sola stanza
- Identificare, se possibile, un solo familiare che provveda alla sua assistenza
- Evitare i contatti con i familiari, in particolare con bambini, donne in gravidanza e malati cronici
- Adottare i comportamenti igienici precedentemente descritti
Cosa devono fare i familiari
- Aerare frequentemente gli ambienti
- Lavarsi accuratamente le mani dopo ogni contatto con il malato o con suoi oggetti personali
- Lavare lenzuola, asciugamani ed altra biancheria con acqua calda e sapone, possibilmente in lavatrice, con temperature superiori a 60°C e fare asciugare in ambiente caldo
- Lavare le mani con acqua calda e sapone o detergenti a base di alcol dopo ogni contatto con biancheria sporca
- Stoviglie, tovaglioli e piatti usati dalla persona malata non necessitano di lavaggio separato, ma non devono essere utilizzati da altre persone prima di un accurato lavaggio a mano con acqua ben calda e detergente apposito, o se possibile in lavastoviglie
- Pulire regolarmente le superfici e gli oggetti venuti a contatto con il malato con gli usuali prodotto detergenti/disinfettanti di uso domestico
Tali precauzioni risultano ancora più stringenti quando, nell’ambito del nucleo familiare, è presente un soggetto che rientra tra le categorie a rischio per lo sviluppo di complicanze. In questo caso è consigliabile contattare il Medico di Base o il Pediatra, che fornirà le indicazioni più opportune per proteggere i familiari dal rischio di contagio, inclusa la somministrazione di farmaci specifici.
Fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze
- Malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO
- gravi malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite;
- diabete mellito ed altre malattie metaboliche;
- gravi epatopatie e cirrosi epatica;
- malattie renali con insufficienza renale;
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
- neoplasie;
- malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;
- immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
- malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
- patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad es.malattie neuromuscolari;
- obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti;
- condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per
- controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.
Indicazioni per l’uso di farmaci specifici
Il virus della nuova influenza è sensibile ad alcuni tipi di farmaci antivirali, che possono alleviare la sintomatologia e accelerare la guarigione. L’uso degli antivirali a scopo terapeutico deve essere limitato a specifiche categorie di persone (Circolare Ministero Salute del 22/07/2009 e Ordinanza del 30/09/2009). L’assunzione degli antivirali a scopo preventivo è limitata, dietro prescrizione medica, soltanto ai soggetti ad alto rischio che abbiano avuto contatti stretti con casi di influenza A(H1N1)v (Circolare Ministero Salute del 22/07/2009 e Ordinanza del 30/09/2009).
Raccomandazioni per l'uso terapeutico di farmaci antivirali.
Per gli adulti, l’uso degli antivirali è raccomandato per i pazienti che presentano una sintomatologia grave, per gli obesi, per i soggetti a rischio di complicanze.
Per i bambini e gli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato esclusivamente ai bambini con sintomi influenzali appartenenti a gruppi a rischio (con gravi patologie croniche cardiache, epatiche, renali, ematologiche, neuromuscolari, metaboliche, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali, immunodepressione congenita o acquisita (HIV), malformazioni congenite, paralisi cerebrale), e ai bambini ospedalizzati con sintomatologia grave.
Durante la gravidanza l’utilizzo dei farmaci antivirali deve essere limitato alle donne che presentano una malattia cronica preesistente alla gravidanza e ai casi di influenza complicata.
Nota Bene: I farmaci antivirali vanno assunti sempre dietro prescrizione e sotto il controllo di un medico.