Gli indicatori socio-demografici
Stato civile
Commento
A Roma il 9% della popolazione è costituita da vedovi/e, il 3,8% da separati/e, il 2,5% da divorziati/e, il 55,5% da coniugati/e e il 29% da celibi e nubili.
La percentuale di vedovi e vedove rispecchia la distribuzione per età della popolazione, più alta nei quartieri centrali della città. I coniugati vivono in zone più periferiche, mentre c’è una più alta percentuale di single e divorziati nel centro di Roma.
Metodi
La distribuzione dello stato civile dei residenti a Roma è stata calcolata sulla popolazione di 18 anni o più.
L'indice di dipendenza
Commento
L’indice di dipendenza è un indicatore che ha una certa rilevanza economica e sociale. Le persone che per ragioni demografiche sono dipendenti (anziani e giovanissimi) si rapportano alla parte di popolazione che presumibilmente dovrebbe sostenerli con la sua attività. A Roma l’indice di dipendenza è 46,7 e varia da 30,3 (Grottaperfetta) a 66,1 (Eur). Questo indice però non permette di distinguere le due componenti della dipendenza: i giovani dagli anziani.
Metodi
Si misura come rapporto percentuale avente a numeratore la somma della popolazione di 0-14 anni e di 65 anni e più e al denominatore la popolazione di età tra i 15 e i 64 anni.
Indice di vecchiaia
Commento
È un indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione. Nel comune di Roma è pari a 144,8 e varia da 21,4 nel quartiere S. Alessandro a 277,3 a Flaminio - Villaggio Olimpico. L’indice di vecchiaia è più basso nei quartieri periferici rispetto a quelli più centrali. Il fatto che l’indice di vecchiaia femminile sia maggiore di quello maschile riflette la differente distribuzione per età della popolazione femminile e maschile.
Metodi
L’indice di vecchiaia è il rapporto percentuale avente a numeratore la popolazione di 65 anni e più e al denominatore quella di 0-14 anni.
Gli stranieri
Commento
La percentuale di stranieri residenti a Roma è il 3,5% della popolazione. Il quartiere con la più alta percentuale è il Centro Storico (12,6%), quello con la più bassa (1,1%) è Osteria del Curato-Lucrezia Romana. I quartieri dove c’è una più alta percentuale di stranieri che hanno dichiarato di risiedere a Roma da non più di 5 anni sono il Centro Storico (52%) e Trastevere (47%). I residenti provenienti dall’Asia sono il 29,3% degli stranieri, quelli provenienti dall’Europa Centrale e dell’Est sono il 18,5%. Gli asiatici costituiscono il 52,4% degli stranieri residenti al Casilino e il 48,5% dell’Esquilino. I residenti provenienti dall’Europa Centrale e dell’Est costituiscono l’83,3% degli stranieri residenti a Ponte Galeria
Metodi
La percentuale di stranieri è stata calcolata come rapporto percentuale di residenti che non hanno la cittadinanza italiana sul totale della popolazione residente.
La struttura delle famiglie
Commento
Del 1.039.017 famiglie residenti nel territorio di Roma il 28,5% è costituito da un singolo componente. Tra i quartieri la percentuale varia da 15,1 di S.Cornelia-Prima Porta a 50,1 del Centro Storico. Di queste famiglie monocomponente una quota importante (il 7%) è costituita da anziani (75 anni e più) soli, le percentuali più alte di famiglie costituite da anziani soli (maggiori del 12%) sono nei quartieri Appio, Sacco Pastore e Flaminio- Villaggio Olimpico. Il 4,6% delle famiglie residenti è costituito da almeno 5 persone. Il quartiere con la più bassa percentuale di famiglie di 5 componenti o più è Tuscolano Nord (2,6%), mentre a Santa Maria della Pietà, Ponte Galeria-Magliana, Lunghezza-Acqua Vergine la percentuale è pari al 9%. Il 3% delle famiglie residenti è costituito da un solo genitore e da almeno un ragazzo al di sotto dei 15 anni. Tale percentuale varia da 2,2% a Casal Bertone a 4,2% a S. Alessandro.
Metodi
Dai dati del Censimento 2001 è stato possibile calcolare il numero di famiglie e individuarne la tipologia. In particolare sono state considerate le famiglie da una singola persona (famiglie monocomponente), quelle costituite da anziani soli, quelle di 5 o più componenti e quelle monogenitore (costituite da un solo genitore e almeno un bambino al di sotto dei 15 anni).
L'istruzione
Commento
La percentuale di laureati è stata calcolata sulla popolazione di 35 anni e più ed è pari, su tutto il territorio di Roma, al 15,6%. Varia molto nei municipi: dal 14% nel 18° al 28% nel 17°. Il quartiere con la più alta percentuale di laureati è Acquatraversa (45%), quello con la più bassa è Borghesiana (3%).
Il tasso di non conseguimento della scuola dell’obbligo nella città è pari al 5,2% e varia da 1,1% di Grottaperfetta a 15,5 a Ponte Galeria-Magliana.
La percentuale di laureati è più alta nei maschi (18,6%) che nelle femmine (13%).
Metodi
La percentuale di laureati è stata calcolata sulla popolazione di 35 anni o più. Il tasso di non conseguimento della scuola dell’obbligo è dato dal rapporto tra la popolazione della classe di età 15-52 anni che non ha conseguito il diploma di scuola media inferiore ed il totale della popolazione della stessa classe d’età.
L'occupazione
Commento
Il tasso di attività per i residenti a Roma è 50%, i quartieri con il tasso di attività più alto sono S.Alessandro (71%) e Torrino-Tor di Valle (59%) e quelli con il tasso più basso sono Tufello e Torrespaccata (42%).
Il tasso di attività dei residenti di genere Uominile è pari al 60,4 contro il 40,5 della popolazione di genere femminile. Per gli uomini il tasso è superiore al 67% a Massimina-Pantano di Grano, Torrino-Tor di Valle, Morena-Barcaccia, Vallerano Castel di Leva, Malafede, S. Alessandro.
Il tasso di disoccupazione è 9,1 per uomini e donne. Esiste una grande variabilità per quartiere con un minimo di 3,6 ad Acquatraversa ed un massimo di 15,3 a Torre Angela. A Roma il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 36,3% e varia da un minimo di 25,9 a XX Settembre a un massimo di 45,5 a Corviale.
La percentuale di lavoratori precari è 14,7; è più alta tra le donne (17% verso il 13%). Il lavoro part-time è molto più diffuso tra le donne (22% verso 7%).
La percentuale di lavoratori con alta professionalità è del 12,8% (17% nei Uomini e 9% nelle Donne); è più alta ad Acquatraversa (30%) e più bassa a Lunghezza-Acqua Vergine (5,4%). La percentuale di lavoratori con bassa professionalità è pari al 10,4% (16% nei Uomini e 6% nelle Donne) e varia dal 4,8% a Villaggio Giuliano al 20% nel quartiere S.Vittorino.
Metodi
Il tasso di attività è definito come rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15 anni e più appartenente alle forze di lavoro (insieme di occupati e delle persone in cerca di occupazione) e al denominatore il totale della popolazione della stessa classe d’età.
Il tasso di disoccupazione è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15 anni e più in cerca di occupazione e al denominatore le forze di lavoro della stessa classe d’età.
Il tasso di disoccupazione giovanile è dato dal rapporto percentuale avente al numeratore la popolazione di 15-24 anni e più in cerca di occupazione e al denominatore le forze di lavoro della stessa classe d’età.
La percentuale di lavoratori precari è la percentuale di lavoratori con contratti a tempo determinato rispetto alla totalità dei lavoratori.
La percentuale di lavoratori con alta professionalità è la percentuale di lavoratori con alta professionalità (gestore di un’impresa, dirigente di strutture organizzative complesse, attività organizzativa, tecnica, intellettuale, scientifica o artistica a elevata specializzazione) sul totale dei lavoratori.
La percentuale di lavoratori con bassa professionalità è la percentuale di lavoratori con bassa professionalità (operaio anche specializzato, di servizio non specializzato, conducente di veicoli, agricoltore o allevatore) sul totale dei lavoratori.
La percentuale di lavoratori a tempo parziale per genere è la percentuale di lavoratori con contratti a tempo parziale rispetto alla totalità dei lavoratori.
Indicatore di posizione socio-economica
Commento
La tabella mostra la percentuale di popolazione residente in sezioni di censimento con un livello socioeconomico basso, medio-basso, medio, medio-alto e alto. Il 19% dei residenti abita in sezioni di censimento classificate con un alto livello socioeconomico, mentre il 21% risiede in sezioni di basso livello. Alcuni quartieri sono composti prevalentemente da sezioni di alto livello socioeconomico (Grottaperfetta, Medaglie d'Oro-Pineto, Cecchignola, Monte Sacro Alto, Villaggio Giuliano); altri prevalentemente da sezioni di basso livello (S. Vittorino, Lunghezza-Acqua Vergine, Torre Angela, Borghesiana, Ponte Galeria-Magliana).
Metodi
È stato utilizzato un indicatore di posizione socioeconomica costruito, in base ai dati del Censimento della popolazione 2001, per caratterizzare la popolazione residente nelle diverse sezioni di censimento di Roma.
Sono state considerate le 4888 sezioni di censimento romane definite nel 1991 con almeno 50 abitanti (numero medio di abitanti: 500). Le variabili censuarie sono state scelte in modo da rappresentare diverse dimensioni di svantaggio sociale: istruzione, occupazione, condizione abitativa, composizione famigliare, immigrazione. È stata eseguita un’analisi fattoriale, con lo scopo di definire un indicatore composito di posizione socioeconomica, combinando algebricamente gli indicatori risultati dall’analisi usando come peso i punteggi fattoriali. Sono stati considerati i quintili della distribuzione dell’indicatore composito nelle sezioni ed è stato costruito un indicatore di posizione socioeconomica a 5 livelli.
Quattro fattori spiegano l’84% della varianza. Il primo fattore (il 49,5% della varianza è spiegata da questo fattore) sintetizza gli aspetti legati all’istruzione, all’occupazione e all’affollamento abitativo; il secondo (14% della varianza) l’immigrazione; il terzo (11,3% della varianza) la composizione familiare; il quarto (9,1% della varianza) la proprietà/affitto dell’abitazione. Le sezioni di alto livello socioeconomico sono caratterizzate a Roma da una popolazione più anziana, maggiore proporzione di occupati, studenti e pensionati e da una minore percentuale di lavoratori part-time.

